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martedì 21 luglio 2009

Google Health: Il testamento biologico adesso si fa su Internet

Google Health

Google Health, il nuovo servizio per la gestione online dei dati sanitari, ha messo a disposizione degli utenti statunitensi una nuova funzionalità che consente di caricare online il proprio testamento biologico. Così, nel caso non si sia coscienti, i medici e i familiari saprebbero cosa fare.

Dunque un servizio utile, ma nonostante gli effettivi benefici sono ancora in molti a temere per la propria privacy e ad essere preoccupati della posizione dominante di Google nel mercato della ricerca, pubblicità e comunicazione su Internet.

E voi, cosa ne pensate? Vi fidate di Google? ;-)

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mercoledì 19 novembre 2008

Iniziativa in favore della lotta al Neuroblastoma, un male che ci porta via il nostro futuro

Il Neuroblastoma è un male terribile che nel mondo colpisce circa un bambino ogni mezz'ora e rappresenta la prima causa di morte in età prescolare. Nel nostro Paese il principale punto di riferimento per la ricerca e la cura di questa malattia è rappresentato dall'Associazione per la Lotta al Neuroblastoma. La ricerca scientifica è di vitale importanza per trovare una cura risolutiva, ma fare ricerca costa molto ed è per questo che oggi voglio segnalarvi l'iniziativa promossa dall'amica Lisa.

Utenti di OkNotizie vs Neuroblastoma

Venerdì 28 Novembre 2008 sarà lanciata su OkNotizie una raccolta fondi in favore della lotta al Neuroblastoma. E' stato scelto OkNotizie solo per la visibilità che questo aggregatore può dare all'iniziativa, ma sarà postata come commento e quindi non linkata ad alcun blog. Agli utenti di OkNotizie che decidono di aderire verrà chiesto di:
  • inserire un commento con cui lo dichiarano;
  • fare un versamento (preferibilmente in questa data ma non è vincolante), ciascuno per proprio conto e senza necessità di dichiarare l'importo né dover presentare ricevuta dello stesso, alla Fondazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma - Onlus con una delle modalità descritte in questa pagina e utilizzando come causale la dicitura "Gli utenti di OkNotizie per la lotta al Neuroblastoma";
  • passare parola, se lo ritengono opportuno, tramite blog, aggregatori, email o quant'altro ritengano appropriato (anche copiando/incollando il banner in alto).

Per ulteriori informazioni vi rimando al post di Lisa. Mi raccomando, partecipate!

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martedì 26 febbraio 2008

Google Health, la salute viaggia in rete

In collaborazione con la Cleveland Clinic il colosso di Mountain View si prepara a testare Google Health, un servizio per la gestione online dei dati sanitari. La clinica statunitense aveva già avviato un proprio programma per rendere disponibili online le cartelle sanitarie dei pazienti e ben 120 mila persone avevano aderito al programma. Ora, grazie alla nuova collaborazione, questi pazienti potranno trasferire tutte le proprie informazioni in un account Google. I dati immagazzinati riguarderanno l’intera storia clinica delle persone e saranno indipendenti da una struttura ospedaliera per essere sempre a disposizione per ogni necessità: la cartella segue il paziente da una clinica all'altra, attraverso le città e gli stati. Il numero di persone che avrebbero aderito non è ancora stato reso noto, anche se le cifre dovrebbero oscillare da un minimo di 1.500 ad un massimo di 10.000 partecipanti.
Google Health potrà essere utile per gli ospedali, le cliniche e i pazienti, però in molti continuano a sostenere che tale sistema comporta un pericolo in termini di privacy. Ma mentre Google assicura la riservatezza e la non condivisione dei dati medici con terze parti, Microsoft promette di avviare una battaglia per fornire lo stesso servizio con HealthVault.

[via GoogleBlog]

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sabato 15 dicembre 2007

Il WiFi spaventa anche Parigi

Parigi, definita un'oasi digitale, si trova a fronteggiare l'allarme elettrosmog wireless. Quattro importanti biblioteche hanno rinunciato alla Internet wireless in seguito alle lamentele dei propri dipendenti che hanno parlato di malditesta, vertigini e nausea legati secondo loro all'accensione dei router WiFi nei locali delle biblioteche. Il personale delle quattro biblioteche è sostenuto da Agir pour l’Environnement e Priartém, due associazioni ambientaliste che si battono contro le antenne della telefonia mobile e che ora accusano anche il WiFi di recare danni alla salute.

A controbattere la posizione di chi attacca il WiFi è Olivier Merckel, dell'associazione francese per la sicurezza sul luogo di lavoro. Merckel osserva che la misurazione massima di emissioni elettromagnetiche ottenuta in ogni hotspot è di 0,2 watt per chilogrammo, valore molto più basso di quello relativo ai cellulari e ha aggiunto che "non siamo mai riusciti a provare gli effetti negativi dell'elettrosmog sulle persone, ma non possiamo garantire neppure che sia innocuo".

Rassicurazioni che però non sembrano bastare. La Città di Parigi vuole evitare uno scontro diretto. Le nuove direttive alle biblioteche e ad altre installazioni promuovono l'uso del cavo tradizionale dove possibile e chiedono che i router WiFi siano posti alla massima distanza possibile dalle postazioni abituali dei dipendenti. Per le quattro biblioteche, comunque, per ora prevale il no al WiFi.

Il WiFi spaventa l'Europa: prima di Parigi l'elettrosmog senza fili ha già messo in allerta gli inglesi, in Germania si fa strada il principio precauzionale e in Italia, fino a questo momento, il Governo non sembra pronto a prendere posizione su questo fronte sebbene abbia istituito un progetto che prevede entro tre anni di creare una struttura capace di stimare gli eventuali rischi sanitari.

[via Punto Informatico]

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giovedì 9 agosto 2007

Prima la gente poi i brevetti: L'India mantiene il suo ruolo di "farmacia dei Paesi poveri"

In un precedente post vi avevo parlato dell'iniziativa di Medici Senza Frontiere e oggi sono lieto di comunicarvi che, come tutti i firmatari della petizione, ho ricevuto questa email:

Carissimo sostenitore,

Da parte di tutto lo staff di Medici Senza Frontiere vogliamo ringraziarti personalmente di aver aderito alla petizione di Medici Senza Frontiere per chiedere a Novartis di rinunciare alla causa intentata contro il Governo Indiano.

Come forse avrai già saputo, lunedì 6 agosto, la Corte Indiana ha respinto il ricorso della multinazionale Svizzera.

La Novartis aveva trascinato in giudizio il Governo Indiano per forzarlo a modificare la legge indiana sui brevetti in modo da ottenere una più facile e più ampia protezione della proprietà intellettuale per i suoi prodotti. Novartis affermava che la legge indiana – che consente entro certi limiti la produzione di versioni generiche di alcuni medicinali essenziali - non rispetta le regole fissate dall'Organizzazione Mondiale del Commercio. Ma queste lamentale sono state giudicate prime prive di fondamento dall'Alta Corte di Chennay.

La sentenza della Corte indiana è un grande sollievo per tutti i medici e i pazienti che nei Paesi in via di sviluppo dipendono dagli equivalenti generici e di qualità dei farmaci salva-vita prodotti in India a prezzi accessibili per i Paesi più poveri.

Questa decisione avrà un impatto diretto su molte medicine che sono essenziali nei nostri progetti. Per esempio, l'India potrà evitare di riconoscere i brevetti su alcuni farmaci di nuova generazione cruciali per la terapia dell'HIV: in questo modo le industrie indiane potranno avviare la produzione di equivalenti generici e la concorrenza contribuirà ad abbassare i prezzi.

Abbiamo appreso con piacere che Novartis non intende opporsi alla sentenza e chiediamo alla multinazionale di astenersi da ogni ulteriore tentativo di far dichiarare illegittima la legge indiana.

Non ci illudiamo che questa sentenza possa risolvere il problema dell'accesso ai farmaci: c'è ancora molto da fare per abbassare i prezzi dei farmaci salvavita esistenti e per stimolare lo sviluppo di nuove medicine e test diagnostici disperatamente necessari. Ma la tua firma e quelle delle altre 420mila persone che hanno aderito hanno creato un movimento globale che ha aiutato l'India a mantenere il suo ruolo di "farmacia dei Paesi poveri".

Grazie di cuore per il sostegno!

Tido von Schoen-Angerer ,
Direttore della Campagna per l'accesso ai farmaci essenziali, Médecins Sans Frontières

Christophe Fournier ,
Presidente Internazionale di Médecins Sans Frontières

Raffaella Ravinetto ,
Presidente di Medici Senza Frontiere Italia

P.S. Per maggiori informazioni sulla causa e per altre notizie consulti il nostro sito www.medicisenzafrontiere.it o www.accessmed-msf.org

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domenica 11 marzo 2007

In Case of Emergency

Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (= In Case of Emergency).
E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.

Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali.

[via Il vaso di Pandora] [via GoodMorning EUROPA]

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mercoledì 10 gennaio 2007

Prima la gente poi i brevetti

La compagnia farmaceutica Novartis ha fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci generici dai costi contenuti. Se vincerà, milioni di persone in tutto il mondo potrebbero perdere l'unica fonte di medicinali a prezzi accessibili. Chiediamo a Novartis di fermarsi e di rinunciare all'azione giudiziaria contro il Governo Indiano!



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