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martedì 30 dicembre 2008

Europeana: la biblioteca dell'Unione Europea è di nuovo online

Europeana

Europeana, la prima grande biblioteca digitale dell'Unione Europea, è di nuovo online. Con 10 milioni di accessi all'ora era andata in tilt al suo esordio, avvenuto il 20 novembre 2008, ma da qualche giorno è di nuovo online con un numero quadruplicato di server.

L'idea di Europeana nacque da una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio e alla Commissione Europea in data 28 aprile 2005. Sei Capi di Stato e di Governo suggerivano la creazione di una biblioteca virtuale europea, allo scopo di rendere accessibili a tutti le risorse culturali e scientifiche europee. [...]
Europeana si fonderà sul ricco patrimonio culturale europeo, combinando il contesto multiculturale e multilingue con il progresso tecnologico e i nuovi modelli di business. [...]

Attualmente Europeana è in 25 lingue (compreso l'italiano) e contiene 2 milioni di opere digitalizzate; alcune di queste sono famose in tutto il mondo, altre sono i tesori nascosti custoditi da musei, gallerie, archivi, biblioteche e collezioni audiovisive di tutta Europa.
Europeana è finanziata dalla Commissione Europea e dagli Stati membri dell'UE, è ancora in versione beta e verrà lanciata nel 2010 con collegamenti a oltre 6 milioni di oggetti digitali.

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giovedì 24 gennaio 2008

Scaricare non è come rubare

Lo afferma una campagna di Greens EFA che prende il nome di "I Wouldn’t Steal" ("Io non ruberei"). Greens EFA, associazione che comprende il Partito Verde Europeo e la Alleanza Libera Europea, ha lanciato questa iniziativa apertamente a favore della condivisione dei file online affermando che "condividere significa espandere la cultura, non ucciderla". Sul sito web di "I Wouldn't Steal" si legge:

Ogni volta che prendi in affitto un film, l’industria multinazionale dei media ti impone di assistere alla sua propaganda. Viene affermato che scaricare film sia equiparabile al rubare borse, auto o al taccheggio nei negozi. Questo semplicemente non è vero – fare una copia è fondamentalmente differente dall’atto del rubare.
L'industria dei media non è riuscita a fornire valide alternative legali al file sharing e non riuscirà a convincere i consumatori che condividere equivale a rubare.
Purtroppo, sono riusciti in un'altra area: nell'esercitare pressioni lobbistiche sui legislatori, in modo da mettere fuorilegge la condivisione e trasformare i consumatori in criminali. L'industria sostiene che le sue leggi sono necessarie per difendere i diritti degli artisti, ma in realtà ciò che sta proteggendo è solo il proprio profitto. [...]

Inoltre sul sito web è disponibile anche il seguente video che fa il verso al video istituzionale. In quello originale, il messaggio è: "Ruberesti una borsa? Ruberesti una macchina? Ruberesti un DVD? Scaricare film da Internet è reato". Il video di "I Wouldn’t Steal" ribatte sfacciatamente: "Non ruberei una borsa. Non ruberei una macchina. Non ruberei un televisore. Però scarico molti film".



Mi piacerebbe sapere qual è l’opinione dei lettori. Scaricare è come rubare?

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giovedì 13 settembre 2007

Censura, Google contro Frattini

[...] Parlando con Repubblica a margine di un incontro con la stampa internazionale, Peter Fleischer, global privacy counsel di Google, ha bocciato in questi termini la proposta di Frattini: "Ci sono tante ragioni per le quali una persona potrebbe cercare su internet una parola come "genocidio", ad esempio a scopo educativo". Secondo Fleischer, il problema è piuttosto impedire che alcune informazioni, come le istruzioni per costruire una bomba, vengano pubblicate. "Ma se una pagina esiste sul web", ha detto, "Google deve essere in grado di trovarla". [...]

Questa è la risposta di Google al commissario per la Giustizia e la sicurezza Ue Franco Frattini, che in un'intervista alla vigilia dell'anniversario dell'11 settembre aveva affermato di volere impedire la ricerca su Internet di parole pericolose come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo.

[via Repubblica]

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martedì 11 settembre 2007

Web, Frattini: bloccare le ricerche per la creazione di bombe

BRUXELLES - La ricerca su Internet di istruzioni per creare bombe dovrebbe essere bloccata in tutta l'Unione europea.
A sostenerlo è il commissario per la Giustizia e la sicurezza Ue, Franco Frattini, che in un'intervista a Reuters spiega che anche i provider dovrebbero prevenire l'accesso ai siti che danno istruzioni su come costruire ordigni.
"Intendo portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato...su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo", ha detto Frattini a Reuters.
L'esecutivo Ue farà questa proposta agli stati membri all'inizio di novembre come parte di una serie di proposte anti-terrorismo, che includono il controllo dei dati privati dei passeggeri che volano all'interno del blocco delle 27 nazioni e la creazione di un sistema per allertare le forze di polizia del furto di esplosivi. [...]

"Altrimenti come farebbero in Cina a bloccare i siti internet? Non ci sono ostacoli tecnologici, solo legali". L'Ue che invidia alla Cina la censura.
Per me Frattini non ha capito cos'è Internet e inoltre credo che gli ISP non accetteranno di diventare responsabili del contenuto criminale disponibile sul Web.

[via Reuters]

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