venerdì 19 ottobre 2007

Ddl editoria è la fine del blog?

Il 3 agosto 2007 era stato presentato un disegno di legge dal titolo «Nuova disciplina dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale». 12 ottobre 2007 il disegno di legge è stato approvato e viene inviato all'esame del Parlamento. Il testo completo è disponibile sul sito del Governo in formato pdf. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che ha messo in allarme la blogosfera italiana. In particolare è l'Articolo 6 del disegno di legge che desta più preoccupazione.

Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.

L'iscrizione al ROC non implicherebbe solo carte da bollo e burocrazia, ma anche maggiori responsabilità penali per chi ha un blog o sito web.

Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".

In una recente dichiarazione il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni aveva affermato che la responsabilità per i reati di diffamazione non sarebbe stata estesa ai blog o ai siti generici nella nuova legge sull’editoria, ma soltanto a quotidiani e periodici online. Questa dichiarazione è successiva alla presentazione del disegno di legge e allora c'è da chiedersi cosa è cambiato? La nuova legge sull'editoria sembra interessare anche i blog e i siti web, ma secondo Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio indicato come principale autore della riforma, non c'è nessun pericolo: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".

Un esempio concreto, però: il blog di Beppe Grillo verrà toccato dalle nuove norme? Anche Grillo dovrà finire nel registro ROC? "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".

bloggiamo la legge contro il  Web
Il disegno di legge dovrà comunque ora attraversare un lungo iter ma nell'attesa vale la pena di preoccuparsi. Qui potete firmare la petizione e il blog Cattivamaestra mette anche a disposizione un piccolo banner, che rimanda alla petizione, da inserire nei vostri blog "condannati a morte" dal disegno di legge Levi-Prodi approvato dal Governo. Blocchiamo, e bloggiamo, la legge contro il Web 2.0.

[via Repubblica]

3 commenti:

# - 20/10/07, 11:29

chit ha detto...

Non avrei mai pensato di conoscere qualcuno in grado di fare più danni di Gasparri!? :-S

# - 22/10/07, 02:02

Giuseppe ha detto...

"L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato, scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione "non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive." [via Repubblica]

@Chit, hanno fatto davvero una brutta figura. Ora speriamo che serva da esempio e che facciano una legge che chiarisca bene anche cosa si intende per "prodotto editoriale".

# - 25/10/07, 17:39

Giuseppe ha detto...

Editoria: un comma esclude i blog dal ddl

[...] ci vuole un comma per non includere i blogger nel ddl sull'editoria [...]


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