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domenica 2 novembre 2008

Sondaggio: Quale client P2P utilizzi?

Gnutella, eDonkey e BitTorrent sono le più popolari reti P2P, esistono numerose applicazioni che si connettono a queste reti. Dunque, con il nuovo sondaggio (a scelta multipla) del blog vi chiedo: qual è il vostro client P2P preferito?

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venerdì 24 ottobre 2008

eMule + µTorrent = Lphant

Lphant è un client peer-to-peer di ultima generazione che permette la connessione su rete eDonkey, Kademlia (Kad) e BitTorrent. Si tratta del primo client multiprotocollo lato server, dove parti dello stesso file sono scaricate automaticamente e contemporaneamente da tutte e tre le reti.

Lphant: Download

La ricerca di un file, invece, può essere effettuata per eDonkey e Kademlia (Kad) con il motore di ricerca interno, mentre per BitTorrent è possibile scegliere il collegamento a uno dei motori di ricerca che Lphant mette a disposizione.

Lphant: Search

Lphant è veloce e facile da usare, in pratica è come disporre di eMule e µTorrent in un unico programma. E' multipiattaforma (Windows, Linux, Mac e PDA), multilingua (disponibile anche in italiano) ed è anche possibile personalizzarlo tramite skin. Anche la configurazione non è complicata, ma il programma per funzionare richiede prima l'installazione di .NET Framework v2.0 per i sistemi Windows e Mono per i sistemi GNU/Linux e MacOS.

Per ulteriori informazioni è possibile anche consultare il forum Lphant Italia.

P.S. Lphant contiene l'adware WhenUSave, che è possibile non installare durante l'installazione: basta disattivare Install Lphant Toolbar.

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lunedì 24 settembre 2007

Problemi per la rete eDonkey

L'IFPI (International Federation of Music Phonographic Industry) ha annunciato in un comunicato stampa la chiusura in Germania di sette server eDonkey su disposizione del tribunale. I popolari server chiamati "DonkeyServer" hanno smesso di indicizzare i file condivisi dagli utenti connessi e risultano offline per i nuovi collegamenti. L'IFPI di recente ha ottenuto la chiusura di altri server in Olanda e Francia.

Per IFPI il colpo al network è stato decisivo: "eDonkey è una rete di file sharing peer-to-peer utilizzata ampiamente per scambiare file musicali illegalmente. La rete eDonkey si affida ai server per una operatività efficiente, e questi sono gestiti da uno o più individui che utilizzano software che consente agli utenti di individuare altri utenti connessi allo stesso server e che hanno i file che vogliono scaricare". Tutto questo fa sì che, secondo IFPI, la chiusura di alcuni importanti server abbia ridotto significativamente l'efficienza del network.


Se è vero che i disagi li hanno avvertiti in tanti, rimane il fatto che per gli utenti eMule le opzioni per bypassare il problema non mancano. Dal P2P Forum Italia: "La rete Kad è serverless, cioè priva di server all'interno della sua struttura. Per questo è solida e poco vulnerabile. Mentre la rete eD2k può avere difficoltà a causa di malfunzionamenti dei server, per far morire la rete kad bisognerebbe spegnere tutti gli eMule attivi nel mondo... impossibile".

[via Punto Informatico]

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mercoledì 18 luglio 2007

P2P, cause in corso

In Germania, in seguito alla battaglia legale vinta dall'industria della musica, il servizio di file-sharing eDonkey potrebbe dover chiudere tutti i server. La corte distrettuale di Amburgo ha disposto un'ingiunzione temporanea all'operatore di un server eDonkey che dovrà essere messo offline finché tra i file offerti per il download ci sarà musica scaricabile illegalmente. L'operatore del server è accusato di favoreggiamento all'attività illegale perchè, essendo un sistema P2P, i file illegali non risiedono nel server ma nei computer degli utenti.

Tutto questo avviene mentre in Italia i giudici danno torto alla casa discografica tedesca Peppermint, che aveva intimato a migliaia di utenti italiani di pagare un risarcimento danni che non escludeva responsabilità penali per aver praticato il P2P dei suoi brani. Il Tribunale di Roma ha respinto i ricorsi della Peppermint e della Techland (entrambe clienti della Logistep), che avevano presentato per cercare di farsi consegnare i nomi di utenti italiani dei sistemi di sharing, come già accaduto in passato. Le ordinanze, che non incidono su quanto già accaduto nei casi precedenti, rappresentano il primo significativo stop alle controverse procedure con cui Peppermint/Logistep e Techland/Logistep hanno monitorato le reti di sharing per individuare IP dei computer degli utenti di cui chiedere poi i nominativi ai provider.
Il pronunciamento della magistratura italiana che inibisce Peppermint e chiunque altro dall'attuare il monitoraggio in rete è importante perché segna un principio giurisprudenziale: "la rete di Internet non è la terra di nessuno dove ognuno si fa giustizia da sé, anche in rete valgono i diritti di cittadinanza e anche in rete tocca alla magistratura e alle forze dell'ordine mettere in atto inchieste nel rispetto della legge" (Fiorello Cortiana della Consulta sulla governance di Internet).

[via The Inquirer, Punto Informatico]

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