mercoledì 17 gennaio 2007

La sindrome cinese

No, non si tratta di una malattia e nè del titolo di un film, ma del controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità generalmente associata al potere politico, ovvero la censura.

Le forme di censura continuano a crescere e moltiplicarsi, e quello che molti considerano un mezzo antico e non democratico sta diventando una vera moda: oggi la nuova frontiera della censura è Internet.
Per capire bene cosa voglio dire ecco a seguire alcuni esempi più o meno recenti.
  • Un improbabile Gandhi che imbraccia la mitragliatrice, mostra i muscoli, volteggia al ritmo infernale della musica e si dá alla lap dance è comparso su YouTube. Nuova Delhi (India) non esclude di ordinare la chiusura del sito, nel caso in cui non sarà rimosso il filmato.
  • Un blogger tedesco è stato invitato a presentarsi presso il tribunale di Jiangsu (Cina), dovrà rispondere ad un'accusa di diffamazione finalizzata alla competizione sleale.
  • In Grecia un blogger viene ammanettato per un feed satirico.
  • Il tribunale di Aosta (Italia) ha condannato un gestore di blog per non aver eliminato alcuni commenti diffamatori, equiparando di fatto un qualunque gestore di sito web ad una testata giornalistica.
  • Google Italia indagata con l'accusa di "concorso omissivo nel reato di diffamazione aggravata a mezzo Internet" per il video in cui è ripreso un ragazzo disabile vittima di botte e offese arrecategli dai compagni di classe.
  • La Cina ha oscurato Wikipedia per motivi politici.
  • La Guardia di Finanza (su richiesta di SKY) ha chiesto ai provider italiani di oscurare la Cina per impedire la visione di partite di calcio di serie A su Internet.

Siamo scandalizzati perché in Cina e in altri paesi dove non c’è libertà di informazione e di opinione si ricorre all'oscuramento di interi siti internet, ma non badiamo al fatto che spesso avviene anche con la collaborazione di imprese americane di tecnologia o di servizi online e che la stessa cosa sta succedendo in Italia.

Inoltre, come già accade per la televisione, anche Internet sta diventando il capo espiatorio per tutti i mali della società. Ad esempio, per il caso del ragazzo disabile vittima di botte e offese arrecategli dai compagni di classe, anziché cercare di capire realmente come si è potuto arrivare a compiere un tale gesto, si è scaricato la colpa ad Internet. In questa vicenda il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni arrivò a dire: "se la Cina riesce a filtrare il dissenso, volete che non si riesca a monitorare ciò che costituisce una insidia per una fascia di utenza che rappresenta una percentuale minima rispetto al totale dei fruitori della rete?". Una tale dichiarazione denota oltre una non conoscenza di quello che è Internet, anche la paura di affrontare realmente il problema, addossando le colpe ad Internet che paradossalmente ne aveva fornito addirittura le prove: forse era meglio non sapere?

Secondo me bisogna guardare sempre con diffidenza l'uso della censura, perchè è vero che spesso si ricorre alla censura per salvaguardare i minori, ma è anche vero che spesso viene mascherata dietro buoni propositi per salvaguardare altri interessi.

4 commenti:

# - 17/01/07, 15:36

chit ha detto...

Concordo in pieno con la tua conclusione anzi, da come si è "messo" ultimamente al mondo sembra quasi che si privilegino proprio quest'ultimi :-( ....
senza pensare poi a tutto ciò di cui non sappiamo nulla.

# - 18/01/07, 17:41

Giuseppe T. ha detto...

Ciao Claudio,
effettivamente la lista sarebbe molto lunga e di queste alcune posso pure accettarle, ma altre...

Ciao!!!

# - 19/01/07, 18:50

tisbe ha detto...

Io credo che la discriminante sia l'USO. Qualsiasi cosa più fare del bene o del male, a seconda di come la si usa. E questo vale anche per internet

# - 21/01/07, 15:53

Giuseppe T. ha detto...

@Tisbe

Certo il discorso che fai è giusto, però quello che volevo evidenziare è un uso un po' discutibile della censura soprattutto nei confronti di Internet. Infatti la cosa che mi ha portato a scrivere questo post è l'atteggiamento che stanno assumendo molti "paesi democratici" attraverso leggi molto discutibili (leggi sui blog, sui nickname, ecc).
Inoltre per il video in cui è ripreso un ragazzo disabile vittima di botte e offese arrecategli dai compagni di classe è logico che un video di quel tipo non può essere diffuso, ma mi sembra che Internet abbia fatto anche in questo caso da parafulmine: non mi sembra che Google non fosse disposta a togliere quel video, però si è arrivati a invidiare la Cina per "il suo controllo dell'informazione".

Ciao!!!


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